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Macchie sui denti: cause e soluzioni

Un bel sorriso è sicuramente affascinante e desiderato da tutti, ma se i denti sono macchiati, gli altri lo noteranno immediatamente e la situazione potrebbe essere persino imbarazzante. Per sorridere senza pensieri, però, occorre prestare semplicemente un po’ di attenzione alla salute e alle abitudini alimentari.

In questo post parliamo di:

Cause delle macchie sui denti


Avere i denti macchiati può dipendere da svariati fattori: il più diffuso, certamente è il fumo.

Come è noto, la nicotina ingiallisce i denti, mentre il catrame presente nelle sigarette può portare ad una colorazione tendente al nero. Si pensi anche al tartaro, che già da solo è nemico dello smalto: se assorbe e trattiene le molecole del fumo, il risultato non può che peggiorare.

Vi sono anche alimenti che, se consumati in dosi importanti, possono contribuire a macchiare lo smalto e a corroderlo. In primis, le bevande gassate, per la presenza di anidride carbonica. Poi tutti gli zuccheri che non solo sono forieri di carie, ma inducono colonie di batteri a infiltrarsi laddove le sostanze dolci diventano acide e corrodono la superficie dentale. Anche tutti gli alimenti e le bevande con colorazioni forti, alla lunga, possono lasciare il segno: frutti rossi, mirtilli, liquirizia, caffè, tè, vino rosso e tutto ciò che contiene coloranti.

Cibi acidi come il limone, poi, hanno lo stesso effetto corrosivo degli zuccheri e delle bevande gassate.

La scarsa igiene dentale è un’altra causa di denti macchiati e poco sani, ma è vero anche il contrario! Se si usa il collutorio sbagliato si potrebbe causare un danno invece che un beneficio: se questo contiene clorexidina, infatti, può erodere lo smalto. Di solito, tali collutori si usano solo per un periodo limitato dopo un’estrazione e sotto stretto controllo del medico dentista.

Tipologie di macchie


A seconda della causa, quindi, si possono distinguere differenti tipologie di macchie.

  • Quelle di derivazione alimentare, solitamente sono gialle e possono trasformarsi in carie se non trattate a dovere. Laddove lo smalto sia ripetutamente eroso da bevande gassate, fumo, alcool o persino droghe, le macchie possono diventare carie conclamate e annerirsi notevolmente: in questo stadio, lo strato superficiale del dente è compromessa a uno stadio più avanzato.
  • Se sia presente una gengivite, ovvero un’infiammazione acuta o cronica delle gengive, le macchie possono essere marroni
  • Mentre, nel caso di chi lavori a stretto contatto con sostanze chimiche quali piombo, nichel o rame, possono diventare persino tendenti al verde e all’azzurro.
  • Le macchie grigiastre sono tipiche dell’assunzione di determinati antibiotici.
  • Esistono anche macchie bianche che sono causa di un eccessivo utilizzo di fluoro, specie in età infantile. Se, per cercare di impedire una carie precoce si somministra fluoro in pasticche o comunque in quantità elevate, queste macchie possono protrarsi anche fino all’età adulta.

Come eliminare le macchie sui denti


Per eliminare, o meglio, prevenire le macchie sui denti, molto banalmente può essere sufficiente eliminare prima le cause. Limitare l’assunzione di cibi e bevande che li stanno danneggiando, avrà ripercussioni positive sia sullo smalto che sulla salute (in particolar modo per quanto concerne gli zuccheri, il caffè e l’alcool). Lo stesso discorso vale per il fumo o le droghe, la cui eliminazione drastica sarà un toccasana per il sorriso e il benessere dell’intero organismo.

Una corretta igiene dentale prevede che si spazzolino i denti dopo ogni pasto, soprattutto se si è consumato uno dei cibi “incriminati”. L’utilizzo del filo interdentale è un’altra buona abitudine che bisogna prevedere molto più spesso di quanto si tenda a fare. Se ci si trova fuori casa e si è preso un caffè, ad esempio, nell’impossibilità di usare dentifricio e spazzolino si può risciacquare la bocca bevendo un bicchiere d’acqua.

Tra i rimedi casalinghi per sbiancare i denti, poi, figura anche l’utilizzo di limone e bicarbonato, entrambi con effetti sbiancanti sorprendenti. Occorre  però prestare attenzione all’uso prolungato, perché potrebbe danneggiare lo smalto causando l’effetto contrario: si consiglia, quindi, non più di un’applicazione a settimana.

leggi anche : Limone: come usarlo nella beauty routine

Sbiancamento professionale


Uno dei metodi più efficaci, specie in casi particolarmente gravi, è però lo sbiancamento professionale. Il primo step prevede la pulizia totale dei denti mediante ablazione del tartaro, operazione che dovrebbe essere effettuata normalmente ogni 6/12 mesi a seconda dei casi.

Il professionista, quindi, utilizzerà uno sbiancante in gel o persino una luce fredda al led per ridurre visibilmente le macchie e ripristinare il bianco naturale dei denti. In quest’ultimo caso, la luce attiva degli agenti chimici precedentemente applicati sui denti, con una tecnica chiamata bleaching. L’uso del laser, invece, viene fatto in sinergia con elementi quali il periossido d’idrogeno. Esso viene impiegato direttamente anche su denti macchiati ma devitalizzati, però in questo caso viene lasciato agire per qualche giorno al fine di verificare il risultato ottenuto e procedere, qualora sia necessario, con l’inserimento di ulteriore prodotto.

 

Alla prossima!

 

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Le recensioni e review presenti in questo blog sono frutto della mia esperienza personale, così come le opinioni espresse nei post.

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