Oil pulling una tecnica ayurvedica per depurare l’organismo

L’ayurveda

L’ayurveda è un’antica tecnica medicinale indiana, che ancora oggi trova interessanti campi di applicazione. Significa longevità (ayur) e conoscenza rivelata (veda).

Questa medicina alternativa coniuga la salute del corpo a quella dello spirito secondo il principio base per cui sono indissolubilmente legate.

Vengono spesso impiegati, per il risanamento di entrambi, metalli, acidi ed erbe e sembra che le sue radici possano essere fatte risalire persino al 450 A.C.

 Ayurveda – le tre energie vitali

Secondo l’ayurveda, il corpo è costituito da tre energie vitali differenti, denominate dosha che, analogamente ai chakra, costituiscono zone e funzioni specifiche: 

– il vata, che ha come elementi principali lo spazio e l’aria  e si riferisce al movimento e alla circolazione sanguigna.

il pitta, i cui elementi di fuoco e acqua agiscono su digestione ed emozioni.

  il kapha, energia lubrificante di acqua e terra che contribuisce all’integrità e alla stabilità del corpo.

Tra i trattamenti previsti per curare gli squilibri dovuti all’alterazione di queste energie, vi è anche quello che prevede l’impiego di oli specifici, come avviene nell’oil pulling.

 

Oil pulling – in cosa consiste

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Secondo il principio dell’ayurveda, invece, la bocca è lo specchio della salute e, attraverso di essa, è possibile guarire da determinate patologie e persino visualizzare lo stato di salute del corpo.

Una bocca che presenti infezioni o infiammazioni, sarà il segnale di qualcosa che non funziona a livello organico.  E’ da qui che partirà la cura, quindi, che secondo l’oil pulling consiste nel risciacquo con oli vegetali quali quello di cocco o di girasole.

Questi oli agiscono innanzitutto sulla bocca stessa, lenendo le infezioni quali la parodontite, sbiancando i denti ed entrando in profondità.

I batteri e i microrganismi nocivi vengono eliminati a ogni risciacquo e questo beneficio si ripercuote sull’intero corpo.

Come è noto, disturbi gastrointestinali causano sintomatologie di vario genere che possono sfogare proprio nel cavo orale, e l’oil pulling rappresenta un alleato importante per alleviare tali patologie. In generale, agisce anche come disintossicante naturale in problematiche che coinvolgano il fegato.

Questo processo depurativo, che comincia a partire dalla bocca, produce i suoi effetti sull’intero organismo, e interviene contro dolori muscolari e ossei , patologie del sistema nervoso, infezioni, stanchezza e persino insonnia.

Il principio ayurvedico del trattamento, infatti, indica che se il corpo si libera dai malesseri, anche lo spirito ne trarrà beneficio. Eliminando quotidianamente le tossine, quindi, anche il sistema immunitario diventerà più forte e ci si ammalerà più raramente.

Oil pulling –  come farlo e quale tipo di olio usare

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Per l’oil pulling è necessario impiegare oli vegetali rigorosamente spremuti a freddo.

Ne basta un cucchiaio per fare degli sciacqui vigorosi della durata di almeno 20 minuti, preferibilmente la mattina a digiuno.

Seppure possa apparire una tecnica faticosa, sarà indispensabile essere costanti per fare in modo che l’olio arrivi a permeare tutte le mucose della bocca, emulsionandosi alla saliva prima di essere risputato.

Inghiottire piccole quantità d’olio non causerà alcun problema, se non il riassorbimento delle tossine appena eliminate, quindi sarebbe bene prestare attenzione. La bocca andrà poi risciacquata con acqua tiepida per completare la pulizia e avere anche un alito immediatamente fresco.

Tra gli oli utilizzati, un medico russo, il dottor Karach, suggerisce l’olio di girasole, fonte di acidi grassi insaturi che contribuiscono a ristabilire la flora batterica del cavo orale. Ciò influisce positivamente sia a livello curativo che preventivo. 

Altri oli da utilizzare sono quello di arachidi, di sesamo o l’olio d’oliva ma preferibilmente provenienti da coltivazioni biologiche di alta qualità.

L’olio di cocco ha la peculiarità di combattere, in particolar modo, alcuni batteri del cavo orale, streptococchi che causano carie e intaccano lo smalto, o funghi quali la candida (o mughetto): è quindi consigliato in caso di patologie o recidive similari.

La scelta del tipo di olio da utilizzare, quindi, può essere fatta in base alle singole proprietà di ognuno, ma anche a seconda delgusto personale. Tenere in bocca per 20 minuti dell’olio di arachide piuttosto che di cocco è differente e il secondo ha un sapore decisamente più dolce. Si può anche iniziare con quantità inferiori per poi aumentare man mano, così da abituarsi al gusto così peculiare dell’olio. 

 Oil pulling – Un metodo miracoloso?

La medicina tradizionale, come sempre, è molto cauta nei confronti di quella alternativa e non bisogna mai dimenticare che ogni metodo ha i suoi limiti.

Tutti i benefici cui si è accennato, ovviamente, sono il risultato dell’oil pulling ma anche di uno stile di vita sano e controllato.

Inutile fare sciacqui regolari ogni mattina con olio di sesamo o di arachidi per attenuare i sintomi di un problema gastroenterico se poi non si cura l’alimentazione.

L’oil pulling non è una specie di rimedio miracoloso o di panacea per qualunque male, ma un ottimo sistema depurativo che rende la bocca sana, pulita e contribuisce alla rimozione efficace di batteri e tossine. Permeando nelle mucose, questa salutare pulizia arriva più a fondo ed è per questo che si suggerisce di prolungare il trattamento per almeno un quarto d’ora o più.

Ma non si deve pensare che l’oil pulling  sia sufficiente, da solo, per guarire da patologie importanti o croniche.

Bisogna vederlo come un’arma in più per combatterle, ma sempre nell’ottica di una terapia concordata con un medico e abitudini corrette che vanno dall’esercizio fisico alla scelta di cibi salutari, fino all’eliminazione di elementi nocivi quali fumo e alcol.

Il principio ayurvedico dell’oil pulling, in conclusione, non fa altro che sottolineare la massima di Giovenale che tutti conosciamo, ovvero “mens sana in corpore sano”. In tutti i sensi.

Alla prossima !

 

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